
Ci eravamo portati olive, pane e una bottiglia di vino, che bevemmo a maliziose sorsate una dalla bocca dell’altro (…) Ricordo che si sdraiò supino sulle foglie e volle che io lo cavalcassi nuda, umida di sudore e di desiderio, perché dovevo essere io a imporre il ritmo della nostra danza. (…) In un momento di estasi, alzai gli occhi verso il cielo ardente dell’estate, gridai a lungo per pura e semplice allegria….
E’ un brano tratto dal romanzo di Isabel Allende: Inés dell’anima mia; sono le memorie di una grande donna, Ines Suarez, nata nel 1507 in Spagna, e morta nel 1580 in Cile, in un periodo nel quale le donne, a letto, portavano una tunica che le ricopriva totalmente, lasciando scoperte esclusivamente le estremità degli arti e la testa, con un occhiello all’altezza dell’inguine per i “doveri coniugali”
Ho riportato questo brano perché penso rappresenti la grande voglia di vivere di questa donna.
Secondo me, Amare è Vivere, anche facendo continuamente delle scelte, che siano giuste o sbagliate.
E' questo, a mio parere che distingue una grande persona da una persona mediocre; che contrappone il vivere all’attesa.
Ines Suarez ha partecipato da protagonista alla conquista del Cile, ma non ha mai tralasciato il proprio cuore.
Da sempre grandi imprese e ragioni di cuore non vanno di pari passo, molte volte si deve fare una scelta, o una cosa o l’altra.
Penso che solo le grandi persone abbiano la capacità di ascoltare il proprio cuore e costruire nel contempo delle grandi imprese.