martedì, 27 maggio 2008, ore 22:19

Per gli antichi  Greci l'amore aveva 3 volti.
Anteros è l'amore corrisposto. Fratello di Eros erano inseparabili; racconta la leggenda che un giorno Afrodite si lamentò con la Dea Temi del fatto che il piccolo Eros non crescesse, così la saggia Temi le rispose che Eros non sarebbe mai cresciuto finché non avesse avuto l'amore di un fratello. Afrodite si unì ad Ares e generò Anteros e da quel momento i due fratelli crebbero insieme,ma ogni qualvolta Anteros si allontanava da Eros, quest'ultimo ritornava fanciullo. Questo grazioso mito insegna che l'amore (Eros) per crescere ha bisogno di essere corrisposto (Anteros).
Himeros è la passione del momento, il desiderio fisico presente ed immediato che chiede di essere soddisfatto.
Photos è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo. Photos, come volto di una dimensione amorosa, nostalgica, irraggiungibile è quell'amore idealizzato che si esplica nel soffrire e nel cercare l'anima gemella.
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Penso che pur essendo l’evoluzione della specie umana  inarrestabile, i sentimenti più nobili si mantengono identici nei secoli.
Così erano ai tempi dei miti Greci, così sono oggi.
L’unica differenza è che ora possiamo trasmetterli, scambiare, confidare  in pochi secondi da una parte all’altra del mondo.
Ma Anteros con  Eros, Himeros e Photos, sono e saranno sempre pronti ad assalire i nostri cuori.

 

gabbianozoppo
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lunedì, 19 maggio 2008, ore 21:51

Mi capita ora di rileggere un  commento che lasciai in un post,  lo riporto anche in queste pagine.
 
Quanta pazienza occorre per trovare l'onda giusta...
ci si siede sulla tavoletta, le gambe in acqua e si aspetta...
Talvolta ne passa una vicina, ma sono altri a prenderla, e li vedi andare..., scivolare...
ma forse non era quella giusta.
Talvolta è meglio aspettare, non prendere "la prima che viene" perchè ti impedirebbe di prendere la grande onda.
Sii certa che arriverà, e quando arriva sarà una corsa tra gli spruzzi, una discesa infinitamente lunga che ti riempirà l'anima e il cuore.
foto dal  web
Dopo aver  riletto questo mio pensiero,  devo confessare che contrariamente  a ciò che vado dicendo,  la pazienza e  l’attesa, non sono mai state il mio forte,  e spesso  (o meglio, sempre) ne pago le conseguenze.
gabbianozoppo
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lunedì, 05 maggio 2008, ore 21:13

L’albatro è un bellissimo uccello marino, con un’ apertura alare di circa quattro metri,  per spiccare il volo deve necessariamente trovare un punto alto, altrimenti le ali sbattendo a terra non permettono il decollo.
Trascrivo questo bellissimo componimento di Charles Baudelaire: L’Albatro.
E’  la storia di un  povero volatile, che ha enormi  ali, ma appunto per la grandezza delle proprie ali non può spiccare il suo volo...
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    (Roberto Cacciapaglia: Atlantico)
 
Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di vïaggio,
Il vascello che va sopra gli abissi amari.

E li hanno appena posti sul ponte della nave
Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro
Pietosamente calano le grandi ali bianche,
Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.

Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava!
 
Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminare.
                    (Charles Baudelaire)

 

gabbianozoppo
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